Indice

1. Decreto Bersani
2. Riconoscimento cliente idoneo (deliberazione n.91/99)
3. Delibera del 20.0tt. 99 ...recesso unilaterale dal contratto in essere...
4. Confronto internazionale dei prezzi del gas naturale

5. Confronto internazionale dei prezzi dell'energia elettrica

1. Decreto Bersani

DECRETO LEGISLATIVO 16 marzo 1999, n. 79. 

    Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica.


pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 75 del 31 marzo 1999

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Vista la legge 14 novembre 1995, n. 481, recante norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilita'. Istituzione delle autorita' di regolazione dei servizi di pubblica utilita';

Vista la direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 dicembre 1996, concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica;

Vista la legge 24 aprile 1998, n. 128, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee, ed in particolare l'articolo 36 il quale delega il Governo a emanare uno o piu' decreti legislativi per dare attuazione alla citata direttiva 96/92/CE e per ridefinire conseguentemente tutti gli aspetti rilevanti del sistema elettrico nazionale;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 10 novembre 1998;

Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

Visto il parere della Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 19 febbraio 1999;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, delle finanze e del tesoro, del bilancio e della programmazione economica;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Titolo I

LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO ELETTRICO

Art. 1.
Liberalizzazione e trasparenza societaria

1. Le attivita' di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica sono libere nel rispetto degli obblighi di servizio pubblico contenuti nelle disposizioni del presente decreto. Le attivita' di trasmissione e dispacciamento sono riservate allo Stato ed attribuite in concessione al gestore della rete di trasmissione nazionale di cui all'articolo 3. L'attivita' di distribuzione dell'energia elettrica e' svolta in regime di concessione rilasciata dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato.

2. Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato provvede alla sicurezza e all'economicita' del sistema elettrico nazionale, e persegue tali obiettivi attraverso specifici indirizzi anche con la finalita' di salvaguardare la continuita' di fornitura e di ridurre la vulnerabilita' del sistema stesso.

3. Ai fini della sicurezza del sistema, nella fase di transizione fino all'entrata in funzione del sistema di dispacciamento di merito economico di cui al comma 2 dell'articolo 5, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato emana apposite direttive ed in particolare determina con propri provvedimenti l'assunzione di responsabilita' da parte del gestore della rete di trasmissione nazionale, dell'acquirente unico e del gestore del mercato di cui agli articoli 3, 4 e 5.

4. Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 9, comma 7, i soggetti che svolgono le attivita' di cui al comma 1 in base ad un titolo speciale od esclusivo possono svolgere attivita' diverse a condizione che sia almeno garantita la separazione contabile ed amministrativa, secondo le modalita' stabilite dall'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas, ovvero assumere partecipazioni societarie o acquisizioni in altri comparti produttivi.

5. Sono fatte salve le funzioni di indirizzo nel settore spettanti al Governo, le attribuzioni dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, con particolare riferimento all'articolo 2, comma 12, della legge 14 novembre 1995, n. 481, e quelle riservate alle regioni e agli enti locali.

6. Al fine di individuare gli strumenti utili a governare gli effetti sociali della trasformazione, la progressiva armonizzazione dei trattamenti economici e normativi, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale e il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato garantiscono, nella fase di avvio del processo di liberalizzazione, il coinvolgimento dei soggetti sociali anche a mezzo di opportune forme di concertazione.

7. La tariffa applicata ai clienti vincolati di cui al comma 7 dell'articolo 2 e' unica sul territorio nazionale.

Art. 2.
Definizioni

1. Agli effetti del presente decreto si applicano le definizioni di cui ai seguenti commi.

2. Autoproduttore e' la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica e la utilizza in misura non inferiore al 70% annuo per uso proprio ovvero per uso delle societa' controllate, della societa' controllante e delle societa' controllate dalla medesima controllante, nonche' per uso dei soci delle societa' cooperative di produzione e distribuzione dell'energia elettrica di cui all'articolo 4, numero 8, della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, degli appartenenti ai consorzi o societa' consortili costituiti per la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili e per gli usi di fornitura autorizzati nei siti industriali anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

3. Clienti sono le imprese o societa' di distribuzione, gli acquirenti grossisti e gli acquirenti finali di energia elettrica.

4. Cliente finale e' la persona fisica o giuridica che acquista energia elettrica esclusivamente per uso proprio.

5. Cliente grossista e' la persona fisica o giuridica che acquista e vende energia elettrica senza esercitare attivita' di produzione, trasmissione e distribuzione nei Paesi dell'Unione europea.

6. Cliente idoneo e' la persona fisica o giuridica che ha la capacita', per effetto del presente decreto, di stipulare contratti di fornitura con qualsiasi produttore, distributore o grossista, sia in Italia che all'estero.

7. Cliente vincolato e' il cliente finale che, non rientrando nella categoria dei clienti idonei, e' legittimato a stipulare contratti di fornitura esclusivamente con il distributore che esercita il servizio nell'area territoriale dove e' localizzata l'utenza.

8. Cogenerazione e' la produzione combinata di energia elettrica e calore alle condizioni definite dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, che garantiscano un significativo risparmio di energia rispetto alle produzioni separate.

9. Contratto bilaterale e' il contratto di fornitura di servizi elettrici tra due operatori del mercato.

10. Dispacciamento e' l'attivita' diretta ad impartire disposizioni per l'utilizzazione e l'esercizio coordinati degli impianti di produzione, della rete di trasmissione e dei servizi ausiliari.

11. Dispacciamento di merito economico e' l'attivita' di cui al comma 10, attuata secondo ordini di merito economico, salvo impedimenti o vincoli di rete.

12. Dispacciamento passante e' l'attivita' di cui al comma 10, condizionata unicamente da eventuali impedimenti o vincoli di rete.

13. Dispositivo di interconnessione e' l'apparecchiatura per collegare le reti elettriche.

14. Distribuzione e' il trasporto e la trasformazione di energia elettrica su reti di distribuzione a media e bassa tensione per le consegne ai clienti finali.

15. Fonti energetiche rinnovabili sono il sole, il vento, le risorse idriche, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione in energia elettrica dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici e inorganici.

16. Linea diretta e' la linea elettrica di trasporto che collega un centro di produzione ad un centro di consumo, indipendentemente dal sistema di trasmissione e distribuzione.

17. Piccola rete isolata e' ogni rete con un consumo inferiore a 2.500 GWh nel 1996, ove meno del 5 per cento e' ottenuto dall'interconnessione con altre reti.

18. Produttore e' la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica indipendentemente dalla proprieta' dell'impianto.

19. Produzione e' la generazione di energia elettrica, comunque prodotta.

20. Rete di trasmissione nazionale e' il complesso delle stazioni di trasformazione e delle linee elettriche di trasmissione ad alta tensione sul territorio nazionale gestite unitariamente.

21. Rete interconnessa e' un complesso di reti di trasmissione e distribuzione collegate mediante piu' dispositivi di interconnessione.

22. Servizi ausiliari sono i servizi necessari per la gestione di una rete di trasmissione o distribuzione quali, esemplificativamente, i servizi di regolazione di frequenza, riserva, potenza reattiva, regolazione della tensione e riavviamento della rete.

23. Sistema elettrico nazionale: il complesso degli impianti di produzione, delle reti di trasmissione e di distribuzione nonche' dei servizi ausiliari e dei dispositivi di interconnessione e dispacciamento ubicati nel territorio nazionale.

24. Trasmissione e' l'attivita' di trasporto e trasformazione dell'energia elettrica sulla rete interconnessa ad alta tensione ai fini della consegna ai clienti, ai distributori e ai destinatari dell'energia autoprodotta ai sensi del comma 2.

25. Utente della rete e' la persona fisica o giuridica che rifornisce o e' rifornita da una rete di trasmissione o distribuzione.


Titolo II

DISCIPLINA DEL SETTORE ELETTRICO

Art. 3.
Gestore della rete di trasmissione nazionale

1. Il gestore della rete di trasmissione nazionale, di seguito "gestore", esercita le attivita' di trasmissione e dispacciamento dell'energia elettrica, ivi compresa la gestione unificata della rete di trasmissione nazionale. Il gestore ha l'obbligo di connettere alla rete di trasmissione nazionale tutti i soggetti che ne facciano richiesta, senza compromettere la continuita' del servizio e purche' siano rispettate le regole tecniche di cui al comma 6 del presente articolo e le condizioni tecnicoeconomiche di accesso e di interconnessione fissate dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas. L'eventuale rifiuto di accesso alla rete deve essere debitamente motivato dal gestore. Il gestore della rete di trasmissione nazionale fornisce ai soggetti responsabili della gestione di ogni altra rete dell'Unione europea interconnessa con la rete di trasmissione nazionale informazioni sufficienti per garantire il funzionamento sicuro ed efficiente, lo sviluppo coordinato e l'interoperabilita' delle reti interconnesse.

2. Il gestore della rete di trasmissione nazionale gestisce i flussi di energia, i relativi dispositivi di interconnessione ed i servizi ausiliari necessari; garantisce l'adempimento di ogni altro obbligo volto ad assicurare la sicurezza, l'affidabilita', l'efficienza e il minor costo del servizio e degli approvvigionamenti; gestisce la rete senza discriminazione di utenti o categorie di utenti; delibera gli interventi di manutenzione e di sviluppo della rete, a carico delle societa' di cui al comma 8, in modo da assicurare la sicurezza e la continuita' degli approvvigionamenti, nonche' lo sviluppo della rete medesima nel rispetto degli indirizzi del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Al gestore sono trasferiti competenze, diritti e poteri di soggetti privati e pubblici, anche ad ordinamento autonomo, previsti dalla normativa vigente con riferimento alle attivita' riservate al gestore stesso. Il gestore della rete di trasmissione nazionale mantiene il segreto sulle informazioni commerciali riservate acquisite nel corso dello svolgimento della sua attivita'.

3. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas fissa le condizioni atte a garantire a tutti gli utenti della rete la liberta' di accesso a parita' di condizioni, l'imparzialita' e la neutralita' del servizio di trasmissione e dispacciamento. Nell'esercizio di tale competenza l'Autorita' persegue l'obiettivo della piu' efficiente utilizzazione dell'energia elettrica prodotta o comunque immessa nel sistema elettrico nazionale, compatibilmente con i vincoli tecnici della rete. L'Autorita' prevede, inoltre, l'obbligo di utilizzazione prioritaria dell'energia elettrica prodotta a mezzo di fonti energetiche rinnovabili e di quella prodotta mediante cogenerazione.

4. Entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto l'ENEL S.p.a. costituisce una societa' per azioni cui conferisce, entro i successivi sessanta giorni, tutti i beni, eccettuata la proprieta' delle reti, i rapporti giuridici inerenti all'attivita' del gestore stesso, compresa la quota parte dei debiti afferenti al patrimonio conferito, e il personale necessario per le attivita' di competenza. Con propri decreti il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita l'Autorita' dell'energia elettrica ed il gas, entro i trenta giorni successivi alla data dei suddetti conferimenti, dispone gli eventuali, ulteriori conferimenti necessari all'attivita' del gestore e approva i conferimenti stessi. Lo stesso Ministro determina con proprio provvedimento la data in cui la societa' assume la titolarita' e le funzioni di gestore della rete di trasmissione nazionale; dalla medesima data le azioni della suddetta societa' sono assegnate a titolo gratuito al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. I diritti dell'azionista sono esercitati d'intesa tra il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Gli indirizzi strategici ed operativi del gestore sono definiti dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Fino alla stessa data l'ENEL S.p.a. e' responsabile del corretto funzionamento della rete di trasmissione nazionale e delle attivita' di dispacciamento nonche' di quanto previsto dal comma 12.

5. Il gestore della rete e' concessionario delle attivita' di trasmissione e dispacciamento; la concessione e' disciplinata, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato.

6. Il gestore, con proprie delibere, stabilisce le regole per il dispacciamento nel rispetto delle condizioni di cui al comma 3 e degli indirizzi di cui al comma 2 dell'articolo 1. Sulla base di direttive emanate dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il gestore della rete di trasmissione nazionale adotta regole tecniche, di carattere obiettivo e non discriminatorio, in materia di progettazione e funzionamento degli impianti di generazione, delle reti di distribuzione, delle apparecchiature direttamente connesse, dei circuiti di interconnessione e delle linee dirette, al fine di garantire la piu' idonea connessione alla rete di trasmissione nazionale nonche' la sicurezza e la connessione operativa tra le reti. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas verifica la conformita' delle regole tecniche adottate dal gestore alle direttive dalla stessa emanate e si pronuncia, sentito il gestore, entro novanta giorni; qualora la pronuncia non intervenga entro tale termine, le regole si intendono approvate. In nessun caso possono essere riconosciuti ai proprietari di porzioni della rete di trasmissione nazionale, o a coloro che ne abbiano la disponibilita', diritti di esclusiva o di priorita' o condizioni di maggior favore di alcun tipo nell'utilizzo della stessa. L'utilizzazione della rete di trasmissione nazionale per scopi estranei al servizio elettrico non puo' comunque comportare vincoli o restrizioni all'utilizzo della rete stessa per le finalita' disciplinate dal presente decreto. Le regole tecniche di cui al presente comma sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sono notificate alla Commissione delle Comunita' europee a norma dell'articolo 8 della direttiva 83/189/CEE del Consiglio del 28 marzo 1983.

7. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas e i soggetti interessati, determina con proprio decreto l'ambito della rete di trasmissione nazionale, comprensiva delle reti di tensione uguale o superiore a 220 kV e delle parti di rete, aventi tensioni comprese tra 120 e 220 kV, da individuare secondo criteri funzionali. Successivamente alla emanazione di tale decreto il gestore puo' affidare a terzi, previa autorizzazione del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e sulla base di convenzioni approvate dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, la gestione di limitate porzioni della rete di trasmissione nazionale non direttamente funzionali alla stessa. Entro trenta giorni dalla emanazione del decreto di determinazione della rete di trasmissione nazionale i proprietari di tale rete, o coloro che ne hanno comunque la disponibilita', costituiscono una o piu' societa' di capitali alle quali, entro i successivi novanta giorni, sono trasferiti esclusivamente i beni e i rapporti, le attivita' e le passivita', relativi alla trasmissione di energia elettrica. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica possono promuovere l'aggregazione delle suddette societa', anche in forme consortili, favorendo la partecipazione di tutti gli operatori del mercato.

8. Il gestore stipula convenzioni, anche con le societa' che dispongono delle reti di trasmissione, per disciplinare gli interventi di manutenzione e di sviluppo della rete e dei dispositivi di interconnessione con altre reti. Le suddette convenzioni, sono stipulate in conformita' ad una convenzione tipo definita, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore del presente decreto legislativo, con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, su proposta dell'Autorita' dell'energia elettrica e del gas, a norma della legge n. 481 del 1995, sentita la Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
Tale convenzione tipo prevede:
a) la competenza del gestore ad assumere le decisioni in materia di manutenzione, gestione e sviluppo della rete;
b) un'adeguata remunerazione delle attivita' e degli investimenti, tenuto conto degli obblighi normativi a carico degli operatori;
c) le modalita' di accertamento di disfunzioni ed inadempimenti e la determinazione delle conseguenti sanzioni, della possibilita' di interventi sostitutivi e di eventuali indennizzi alle parti lese;
d) le modalita' di coinvolgimento delle regioni interessate in ordine agli aspetti di localizzazione, razionalizzazione e sviluppo delle reti.

9. In caso di mancata stipula, entro centoventi giorni dall'emanazione del decreto di determinazione della rete di trasmissione nazionale di cui al comma 7, delle convenzioni con le societa' che dispongono delle reti di trasmissione, le stesse sono efinite e rese efficaci entro i successivi sessanta giorni con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, su proposta dell'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas. Fino alla assunzione della titolarita' da parte del gestore di cui al comma 4, i soggetti proprietari delle reti restano responsabili della corretta manutenzione e funzionamento delle reti e dei dispositivi di loro proprieta'; i costi relativi possono essere riconosciuti dal gestore della rete di trasmissione nazionale nell'ambito della relativa convenzione. Eventuali inadempienze o disservizi sono sanzionati dall'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas controlla che i rapporti oggetto delle convenzioni si svolgano nel rispetto delle disposizioni in esse contenute, potendo irrogare le sanzioni previste dall'articolo 2, comma 20, lettera c), della legge 14 novembre 1995, n. 481, nel caso in cui le violazioni accertate pregiudichino l'accesso e l'uso a condizioni paritetiche della rete di trasmissione nazionale. Dei provvedimenti e delle iniziative adottate ai sensi del presente comma viene data preventiva comunicazione al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato.

10. Per l'accesso e l'uso della rete di trasmissione nazionale e' dovuto al gestore un corrispettivo determinato indipendentemente dalla localizzazione geografica degli impianti di produzione e dei clienti finali, e comunque sulla base di criteri non discriminatori. La misura del corrispettivo e' determinata dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas entro novanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, considerando anche gli oneri connessi ai compiti previsti al comma 12 ed e' tale da incentivare il gestore allo svolgimento delle attivita' di propria competenza secondo criteri di efficienza economica. Con lo stesso provvedimento l'Autorita' disciplina anche il periodo transitorio fino all'assunzione della titolarita' da parte del gestore di cui al comma 4.

11. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto legislativo, con uno o piu' decreti del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, su proposta dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, sono altresi' individuati gli oneri generali afferenti al sistema elettrico, ivi inclusi gli oneri concernenti le attivita' di ricerca e le attivita' di cui all'articolo 13, comma 2, lettera e). L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas provvede al conseguente adeguamento del corrispettivo di cui al comma 10. La quota parte del corrispettivo a copertura dei suddetti oneri a carico dei clienti finali, in particolare per le attivita' ad alto consumo di energia, e' definita in misura decrescente in rapporto ai consumi maggiori.

12. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, con proprio provvedimento ai sensi del comma 3 dell'articolo 1, determina la cessione dei diritti e delle obbligazioni relative all'acquisto di energia elettrica, comunque prodotta da altri operatori nazionali, da parte dell'ENEL S.p.a. al gestore della rete di trasmissione nazionale. Il gestore ritira altresi' l'energia elettrica di cui al comma 3 dell'articolo 22 della legge 9 gennaio 1991, n. 9, offerta dai produttori a prezzi determinati dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas in applicazione del criterio del costo evitato. Con apposite convenzioni, previa autorizzazione del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato sentita l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, sono altresi' ceduti al gestore, da parte dell'imprese produttricidistributrici, l'energia elettrica ed i relativi diritti di cui al titolo IV, lettera B), del provvedimento CIP n. 6/1992; la durata di tali convenzioni e' fissata in otto anni a partire dalla data di messa in esercizio degli impianti ed il prezzo corrisposto include anche il costo evitato.

13. Dalla data di entrata in funzione del sistema di dispacciamento di merito economico il gestore, restando garante del rispetto delle lausole contrattuali, cede l'energia acquisita ai sensi del comma 12 al mercato. Ai fini di assicurare la copertura dei costi sostenuti al gestore, l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas include egli oneri di sistema la differenza tra i costi di acquisto del gestore e la somma dei ricavi derivanti dalla vendita dell'energia sul mercato e dalla vendita dei diritti di cui al comma 3 dell'articolo 11.

14. L'autorizzazione alla realizzazione delle linee dirette e' rilasciata dalle competenti amministrazioni, previo parere conforme del gestore per le linee di tensione superiore a 120 kV. Il rifiuto dell'autorizzazione deve essere debitamente motivato.

15. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, per gli adempimenti relativi all'attuazione del presente decreto, puo' avvalersi, con opportune soluzioni organizzative, del supporto tecnico del gestore. Per assicurare la continuita' operativa, l'incarico previsto all'articolo 22, comma 2, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, e' rinnovabile due volte.

Art. 4.
Acquirente unico a garanzia dei clienti vincolati

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il gestore della rete di trasmissione nazionale costituisce una societa' per azioni denominata "acquirente unico". La societa' stipula e gestisce contratti di fornitura al fine di garantire ai clienti vincolati la disponibilita' della capacita' produttiva di energia elettrica necessaria e la fornitura di energia elettrica in condizioni di continuita', sicurezza ed efficienza del servizio nonche' di parita' del trattamento, anche tariffario.

2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti il Ministro del commercio con l'estero e l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, adotta gli indirizzi ai quali si attiene l'acquirente unico al fine di salvaguardare la sicurezza e l'economicita' degli approvvigionamenti per i clienti vincolati nonche' di garantire la diversificazione delle fonti energetiche, anche con la utilizzazione delle energie rinnovabili e dell'energia prodotta mediante cogenerazione.

3. I clienti idonei possono richiedere all'acquirente unico, con il preavviso di almeno sei mesi e con la contestuale comunicazione al proprio distributore, di essere compresi nel mercato dei clienti vincolati per un biennio, rinnovabile una sola volta. Nella fase di transizione di cui al comma 3 dell'articolo 1 i clienti idonei possono comunicare direttamente al proprio distributore la volonta' di essere transitoriamente compresi nel mercato dei clienti vincolati per un periodo anche inferiore al biennio.

4. L'acquirente unico, entro il trenta giugno di ogni anno, elabora la previsione della domanda da soddisfare nel triennio successivo, comprensiva della riserva a garanzia delle forniture, dandone comunicazione al gestore e al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato; a tal fine gli operatori sono tenuti a fornire i dati concernenti la propria attivita'. In assenza di osservazioni entro i successivi trenta giorni la previsione si intende definita.

5. Sulla base della previsione definita a norma del comma 4 e della propria stima per un ulteriore quinquennio, l'acquirente unico stipula i contratti di fornitura, anche di lungo termine, con procedure di acquisto trasparenti e non discriminatorie. Nell'effettuare detta stima, l'acquirente unico tiene conto dell'evoluzione del mercato a norma degli articoli 5 e 14 e delle misure di cui al comma 1 dell'articolo 9.

6. L'acquirente unico, sulla base di direttive dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, stipula contratti di vendita con i distributori elettrici a condizioni non discriminatorie, anche al fine di consentire l'applicazione della tariffa unica ai clienti vincolati, nel comtempo assicurando l'equilibrio del proprio bilancio.

7. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita l'Autorita' dell'energia elettrica e il gas, puo' autorizzare il gestore a cedere quote azionarie della societa' a soggetti che, in forma singola o associata, rappresentino componenti significative delle attivita' di distribuzione dell'energia elettrica. Nessuno di questi ultimi soggetti puo' controllare, direttamente o indirettamente, quote superiori al dieci per cento del capitale sociale. Il gestore mantiene in ogni caso la maggioranza di detto capitale.

8. La data di assunzione da parte dell'acquirente unico della funzione di garante della fornitura dei clienti vincolati e' stabilita dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato con proprio provvedimento ai sensi del comma 3 dell'articolo 1. Fino a tale data, l'ENEL S.p.a. assicura la fornitura ai distributori sulla base dei vigenti contratti e modalita'.

9. La misura del corrispettivo per le attivita' svolte dall'acquirente unico e' determinata dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas ed e' tale da incentivare la stessa societa' allo svolgimento delle attivita' di propria competenza secondo criteri di efficienza economica.

Art. 5.
Funzioni di gestore del mercato

1. La gestione economica del mercato elettrico e' affidata ad un gestore del mercato. Il gestore del mercato e' una societa' per azioni, costituita dal gestore della rete di trasmissione nazionale entro nove mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Esso organizza il mercato stesso secondo criteri di neutralita', trasparenza, obiettivita', nonche' di concorrenza tra produttori, assicurando altresi' la gestione economica di un'adeguata disponibilita' della riserva di potenza. La disciplina del mercato, predisposta dal gestore del mercato entro un anno dalla data della propria costituzione, e' approvata con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas. Essa, in particolare, prevede, nel rispetto dei predetti criteri, i compiti del gestore del mercato in ordine al bilanciamento della domanda e dell'offerta e gli obblighi di produttori e importatori di energia elettrica che non si avvalgono di quanto disposto dall'articolo 6.

2. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto si applica il dispacciamento passante. Entro il 1 gennaio 2001 l'ordine di entrata in funzione delle unita' di produzione di energia elettrica nonche' la selezione degli impianti di riserva e di tutti i servizi ausiliari offerti e' determinato, salvo quanto previsto dall'articolo 11, secondo il dispacciamento di merito economico. Dalla data in cui questo viene applicato, il gestore del mercato assume la gestione delle offerte di acquisto e di vendita dell'energia elettrica e di tutti i servizi connessi. Fino alla medesima data il gestore di cui all'articolo 3 pone a disposizione degli operatori una sede di negoziazione dei contratti bilaterali. I contratti bilaterali stipulati all'esterno della predetta sede sono trasmessi al gestore della rete in copia conforme all'originale.

3. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas e' competente, ai sensi dell'articolo 20, comma 4, della direttiva 96/92/CE, anche per le controversie in materia di accesso alle reti di interconnessione e di contratti d'importazione ed esportazione.

Art. 6.
Contrattazione bilaterale

1. Con determinazione dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite, con riferimento ai contratti con i clienti idonei, le clausole negoziali e le regolamentazioni tecniche indispensabili al corretto funzionamento dell'intero sistema elettrico, da inserire nei contratti stessi. La medesima Autorita', su richiesta degli interessati e previo conforme parere del gestore della rete, puo' autorizzare contratti bilaterali, in deroga al sistema delle offerte di cui all'articolo 5, anche dopo che il gestore del mercato assuma la gestione di sua competenza.

2. L'autorizzazione di cui al comma 1 puo' essere condizionata o negata solo per motivi di incompatibilita' delle clausole contrattuali con quanto disposto dall'articolo 3, commi 1, 2 e 3, del presente decreto, e comunque quando tali contratti pregiudichino gravemente la concorrenza o la sicurezza ed efficienza del servizio elettrico. I provvedimenti negativi, corredati delle relative motivazioni, sono comunicati alla Commissione europea.

3. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, sentito il gestore della rete, per i contratti bilaterali autorizzati in deroga al sistema delle offerte di cui all'articolo 5, determina, entro trenta giorni dalla richiesta dei soggetti interessati, sulla base di criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori, che tengano conto anche dei conseguenti vincoli di rete e di mercato, uno specifico corrispettivo, aggiuntivo a quello di cui all'articolo 3, comma 10, che i produttori, i venditori e i fornitori di servizi sono tenuti a versare al gestore della rete medesimo ovvero ai distributori interessati, in misura proporzionale ai vincoli imposti alle reti di rispettiva competenza. Detto corrispettivo, dovra' essere corrisposto dal momento in cui viene applicato il dispacciamento di merito economico di cui all'articolo 5, comma 2.

4. Fino all'attuazione del dispacciamento di merito economico, l'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas vigila sul corretto comportamento degli operatori del mercato ed in particolare adotta idonei rimedi, anche sanzionatori, in caso di accordi in contrasto con le disposizioni di cui al comma 1.

Art. 7.
Piccole reti isolate

1. Con regolamento del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, adottato entro il 30 settembre 1999 su proposta dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentita la Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono dettate le disposizioni relative al funzionamento delle piccole reti isolate. Il regolamento si attiene ai seguenti criteri ed obiettivi:
a) sicurezza, efficienza ed economicita' del servizio;
b) sviluppo, ove possibile, dell'interconnessione con la rete di trasmissione nazionale;
c) utilizzo prioritario delle fonti rinnovabili.

Art. 8.
Attivita' di produzione

1. A decorrere dal 1 gennaio 2003 a nessun soggetto e' consentito produrre o importare, direttamente o indirettamente, piu' del 50 per cento del totale dell'energia elettrica prodotta e importata in Italia. Nel caso tale soglia, calcolata come media su base triennale, sia superata, l'Autorita' garante della concorrenza e del mercato adotta i provvedimenti di cui all'articolo 15 della legge 10 ottobre 1990, n. 287. A tale scopo, entro la stessa data l'ENEL S.p.a. cede non meno di 15.000 MW della propria capacita' produttiva. A tal fine l'ENEL S.p.a. predispone entro centoventi gioni dall'entrata in vigore del presente decreto un piano per le cessioni degli impianti; l'approvazione del suddetto piano, nonche' la scelta delle modalita' di alienazione sono determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Il piano per le cessioni degli impianti deve consentire sia adeguate condizioni di mercato sia la necessaria attenzione alla presenza di piani industriali, al mantenimento della produzione nei siti e alle ricadute occupazionali e deve tener conto delle esigenze relative alle attivita' di sviluppo, di innovazione, di ricerca e di internazionalizzazione dell'ENEL S.p.a.

2. Ove il termine del 1 gennaio 2003 di cui al comma 1 non sia compatibile, per le condizioni del mercato, con il rispetto degli obblighi nello stesso comma previsti, l'Autorita' garante della concorrenza e del mercato con proprio provvedimento, sentita l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, puo' disporre, su richiesta del soggetto interessato, una proroga non superiore a un anno.

3. Fermi restando quanto previsto dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonche' la disciplina relativa alla valutazione di impatto ambientale, entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono emanati, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, uno o piu' regolamenti per disciplinare l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di nuovi impianti di produzione dell'energia elettrica o la modifica o il ripotenziamento di impianti esistenti, alimentati da fonti convenzionali.

4. I regolamenti si conformano ai seguenti principi:
a) i progetti sono autorizzati mediante lo svolgimento di una procedura unificata e semplificata, riferita a ciascuna categoria di impianto nonche' mediante il rilascio, in tempi determinati, di un unico provvedimento riguardante sia l'impianto principale che le opere connesse e le infrastrutture indispensabili al suo esercizio;
b) i progetti di modifica o ripotenziamento sono valutati sotto il profilo urbanistico solo in caso di occupazione di aree esterne a quelle di pertinenza dell'impianto esistente.

5. Il diniego di autorizzazione, fondato in ogni caso su motivi obiettivi e non discriminatori, e' comunicato, con la relativa motivazione, al richiedente. Del provvedimento e' data informazione alla Commissione delle Comunita' europee.

6. Sino alla data di entrata in vigore dei regolamenti di cui al comma 3 si applicano le norme e le procedure attualmente vigenti.

Art. 9.
L'attivita' di distribuzione

1. Le imprese distributrici hanno l'obbligo di connettere alle proprie reti tutti i soggetti che ne facciano richiesta, senza compromettere la continuita' del servizio e purche' siano rispettate le regole tecniche nonche' le deliberazioni emanate dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas in materia di tariffe, contributi ed oneri. Le imprese distributrici operanti alla data di entrata in vigore del presente decreto, ivi comprese, per la quota diversa dai propri soci, le societa' cooperative di produzione e distribuzione di cui all'articolo 4, numero 8, della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, continuano a svolgere il servizio di distribuzione sulla base di concessioni rilasciate entro il 31 marzo 2001 dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e aventi scadenza il 31 dicembre 2030. Con gli stessi provedimenti sono individuati i responsabili della gestione, della manutenzione e, se necessario, dello sviluppo delle reti di distribuzione e dei relativi dispositivi di interconnessione, che devono mantenere il segreto sulle informazioni commerciali riservate; le concessioni prevedono, tra l'altro, misure di incremento dell'efficienza energetica degli usi finali di energia secondo obiettivi quantitativi determinati con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato di concerto con il Ministro dell'ambiente entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

2. Con regolamento del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentite la Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e l'Autorita' dell'energia elettrica e il gas, sono stabiliti le modalita', le condizioni e i criteri, ivi inclusa la remunerazione degli investimenti realizzati dal precedente concessionario, per le nuove concessioni da rilasciare alla scadenza del 31 dicembre 2030, previa delimitazione dell'ambito, comunque non inferiore al territorio comunale e non superiore a un quarto di tutti i clienti finali. Detto servizio e' affidato sulla base di gare da indire, nelrispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di appalti pubblici, non oltre il quinquennio precedente la medesima scadenza.

3. Al fine di razionalizzare la distribuzione dell'energia elettrica, e' rilasciata una sola concessione di distribuzione per ambito comunale. Nei comuni ove, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono operanti piu' distributori, questi ultimi, attraverso le normali regole di mercato, adottano le opportune iniziative per la loro aggregazione e sottopongono per approvazione le relative proposte al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato entro il 31 marzo 2000; ove lo stesso Ministro non si esprima entro il termine di sessanta giorni le stesse proposte si intendono approvate. Il medesimo Ministro ed il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica promuovono la predetta aggregazione, anche attraverso specifici accordi di programma.

4. Per la finalita' di cui al comma 3 ed ai fini del mantenimento del pluralismo nell'offerta di servizi e del rafforzamento di soggetti imprenditoriali anche nella prospettiva dell'estensione del mercato della distribuzione, in assenza della proposta di cui al predetto comma 3 ovvero nel caso che essa sia motivamente respinta dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, le societa' di distribuzione partecipate dagli enti locali possono chiedere all'ENEL S.p.a. la cessione dei rami d'azienda dedicati all'esercizio dell'attivita' di distribuzione nei comuni nei quali le predette societa' servono almeno il venti per cento delle utenze. Ai fini della suddetta cessione, che avviene entro il 31 marzo 2001, la consistenza dei beni, il loro valore e le unita' di personale da trasferire sono determinati d'accordo tra le parti; in mancanza di accordo entro il 30 settembre 2000, si provvede alle relative determinazioni attraverso tre qualificati soggetti terzi di cui due indicati rispettivamente da ciascuna delle parti, che ne sopportano i relativi oneri, ed il terzo, i cui oneri sono a carico della parte che chiede la cessione, dal Presidente del tribunale territorialmente competente, che operano secondo sperimentate metodologie finanziarie che tengano conto dei valori di mercato. Salvo diverso accordo tra le parti la cessione avviene sulla base delle suddette determinazioni.

5. Allo stesso fine di cui al comma 3 relativamente ad ambiti territoriali contigui, entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le societa' degli enti locali aventi non meno di 100.000 clienti finali possono richiedere al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato di avvalersi delle procedure di cui al medesimo comma 3.

6. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas stabilisce i criteri e i parametri economici per la determinazione del canone annuo da corrispondere agli eventuali proprietari di reti di distribuzione ai quali non sia assegnata la relativa concessione. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato puo' ripartire o modificare la concessione rilasciata, previo consenso del concessionario.

7. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto i soggetti proprietari degli impianti di distribuzione che alimentino piu' di 300.000 clienti finali costituiscono una o piu' societa' per azioni, alle quali, entro i successivi sei mesi, sono trasferiti esclusivamente i beni e i rapporti, le attivita' e le passivita', relativi alla distribuzione di energia elettrica e alla vendita ai clienti vincolati, ivi compresa una quota parte dei debiti del patrimonio conferito.

Art. 10.
Attivita' di importazione ed esportazione

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e successivamente con frequenza almeno biennale, il gestore individua le linee elettriche della rete di trasmissione nazionale interconnesse con i sistemi elettrici di altri Stati, distinguendo quelli dell'Unione europea; comunica altresi' al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato e all'Autorita' per l'energia elettrica e il gas le rispettive capacita' utilizzate per l'importazione e l'esportazione di energia elettrica nonche' quelle disponibili per nuovi impegni contrattuali, riferite a un periodo non inferiore ai dieci anni, tenuto anche conto dei margini di sicurezza per il funzionamento della rete.

2. Con provvedimento dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas sono individuati modalita' e condizioni delle importazioni nel caso che risultino insufficienti le capacita' di trasporto disponibili, tenuto conto di una equa ripartizione complessiva tra mercato vincolato e mercato libero. Nel medesimo provvedimento sono stabilite le modalita' e le procedure per consentire al gestore, sulla base degli indirizzi di cui al comma 2 dell'articolo 1, di rifiutare l'accesso alla rete per l'energia elettrica importata a beneficio di un cliente idoneo nel caso in cui nel Paese di produzione non sia riconosciuta la stessa qualifica alla stessa tipologia di clienti.

3. Con provvedimento dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas sono emanate norme sulla compatibilita' ambientale ed economica dell'energia elettrica importata da Paesi non appartenenti all'Unione europea tenuto conto delle condizioni di reciprocita'.

Art. 11.
Energia elettrica da fonti rinnovabili

1. Al fine di incentivare l'uso delle energie rinnovabili, il risparmio energetico, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e l'utilizzo delle risorse energetiche nazionali, a decorrere dall'anno 2001 gli importatori e i soggetti responsabili degli impianti che, in ciascun anno, importano o producono energia elettrica da fonti non rinnovabili hanno l'obbligo di immettere nel sistema elettrico nazionale, nell'anno successivo, una quota prodotta da impianti da fonti rinnovabili entrati in esercizio o ripotenziati, limitatamente alla producibilita' aggiuntiva, in data successiva a quella di entrata in vigore del presente decreto.

2. L'obbligo di cui al comma 1 si applica alle importazioni e alle produzioni di energia elettrica, al netto della cogenerazione, degli autoconsumi di centrale e delle esportazioni, eccedenti i 100 GWh; la quota di cui al comma 1 e' inizialmente stabilita nel due per cento della suddetta energia eccedente i 100 GWh.

3. Gli stessi soggetti possono adempiere al suddetto obbligo anche acquistando, in tutto o in parte, l'equivalente quota o i relativi diritti da altri produttori, purche' immettano l'energia da fonti rinnovabili nel sistema elettrico nazionale, o dal gestore della rete di trasmissione nazionale. I diritti relativi agli impianti di cui all'articolo 3, comma 7, della legge 14 novembre 1995, n. 481 sono attribuiti al gestore della rete di trasmissione nazionale. Il gestore della rete di trasmissione nazionale, al fine di compensare le fluttuazioni produttive annuali o l'offerta insufficiente, puo' acquistare e vendere diritti di produzione da fonti rinnovabili, prescindendo dalla effettiva disponibilita', con l'obbligo di compensare su base triennale le eventuali emissioni di diritti in assenza di disponibilita'.

4. Il gestore della rete di trasmissione nazionale assicura la precedenza all'energia elettrica prodotta da impianti che utilizzano, nell'ordine, fonti energetiche rinnovabili, sistemi di cogenerazione, sulla base di specifici criteri definiti dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, e fonti nazionali di energia combustibile primaria, queste ultime per una quota massima annuale non superiore al quindici per cento di tutta l'energia primaria necessaria per generare l'energia elettrica consumata.

5. Con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministro dell'ambiente, sono adottate le direttive per l'attuazione di quanto disposto dai commi 1, 2 e 3, nonche' gli incrementi della percentuale di cui al comma 2 per gli anni successivi al 2002, tenendo conto delle variazioni connesse al rispetto delle norme volte al contenimento delle emissioni di gas inquinanti, con particolare riferimento agli impegni internazionali previsti dal protocollo di Kyoto.

6. Al fine di promuovere l'uso delle diverse tipologie di fonti rinnovabili, con deliberazione del CIPE, adottata su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita la Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono determinati per ciascuna fonte gli obiettivi pluriennali ed e' effettuata la ripartizione tra le regioni e le province autonome delle risorse da destinare all'incentivazione. Le regioni e le province autonome, anche con proprie risorse, favoriscono il coinvolgimento delle comunita' locali nelle iniziative e provvedono, attraverso procedure di gara, all'incentivazione delle fonti rinnovabili.

Art. 12.
Concessioni idroelettriche

1. Almeno cinque anni prima della scadenza di una concessione di grande derivazione d'acqua per uso idroelettrico, ogni soggetto, purche' in possesso di adeguati requisiti organizzativi e finanziari, puo' chiedere il rilascio della medesima concessione a condizione che presenti un programma di aumento dell'energia prodotta o della potenza installata, nonche' un programma di miglioramento e risanamento ambientale del bacino idrografico di pertinenza.

2. In presenza di una o piu' richieste, l'amministrazione competente ne valuta l'idoneita' e provvede a notificarne il contenuto al concessionario; tale notifica ha valore di preavviso di disdetta della concessione in scadenza. Il concessionario, entro tre mesi dal ricevimento del preavviso di disdetta, ove non abbia presentato un proprio programma per migliorare la produttivita' dell'impianto, puo' comunicare all'amministrazione il proprio impegno alla realizzazione di un programma avente contenuto identico o migliorativo rispetto a quelli giudicati idonei. La mancata comunicazione determina la rinuncia al rinnovo della concessione.

3. L'amministrazione competente ove non ritenga sussistere un prevalente interesse pubblico ad un diverso uso delle acque, in tutto o in parte incompatibile con il mantenimento dell'uso a fine idroelettrico, rilascia la concessione, per un periodo trentennale, preferendo, a parita' di condizioni, il precedente concessionario.

4. In ogni caso, la nuova concessione deve essere compatibile con la presenza negli alvei sottesi del minimo deflusso costante vitale, individuato sentiti anche gli enti locali, e con le priorita' di messa in sicurezza idraulica del bacino stesso ai sensi della legge n. 183/1989 e successive modifiche e integrazioni nonche' con i deflussi ad uso idropotabile relativi alle concessioni che, in via prioritaria ai sensi dell'articolo 2 della legge 36/1994, dovessero essere assentite sul medesimo corpo idrico.

5. Nei casi diversi dal comma 1, compreso il caso di decadenza, rinuncia e revoca, e fermo restando quanto indicato ai commi 3 e 4, l'amministrazione competente indice gara pubblica per l'attribuzione a titolo oneroso della concessione. Nei casi diversi rispetto alla decadenza, rinuncia e revoca, la gara e' indetta non oltre cinque anni antecedenti la scadenza. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, sentito il gestore della rete di trasmissione nazionale, determina, con proprio provvedimento, i requisiti organizzativi e finanziari, i parametri di aumento dell'energia prodotta e della potenza installata concernenti le procedure di cui al comma 1 e al presente comma.

6. Le concessioni rilasciate all'ENEL S.p.a. per le grandi derivazioni idroelettriche scadono al termine del trentesimo anno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto.

7. Le concessioni scadute o in scadenza entro il 31 dicembre 2010 sono prorogate a quest'ultima data e i titolari di concessione interessati, senza necessita' di alcun atto amministrativo, proseguono l'attivita' dandone comunicazione all'amministrazione concedente entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto fatto salvo quanto previsto al comma 2 del successivo articolo 16.

8. Per le concessioni la cui scadenza sia fissata a dopo il 31 dicembre 2010 si applicano i termini di scadenza stabiliti nell'atto di concessione.

9. Le caratteristiche delle concessioni di derivazione di cui ai commi 6, 7 e 8 sono modificate in modo da garantire la presenza negli alvei sottesi del minimo deflusso costante vitale di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modificazioni e integrazioni, da stabilirsi secondo i criteri generali di cui all'articolo 88, comma 1, lettera p) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. Qualora cio' comporti riduzione della potenza nominale media producibile il concessionario non ha diritto ad alcun indennizzo ma alla sola riduzione del canone demaniale di concessione.

10. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto la competenza al rilascio delle concessioni di cui al presente articolo e' conferita alle regioni e alle province autonome, con esclusione di quelle di cui all'articolo 89, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, secondo quanto stabilito con decreto legislativo, da emanare in attuazione del combinato disposto di cui agli articoli 29, commi 1 e 3, e 88, comma 1, lettera o), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. Con il medesimo decreto sono definiti gli obiettivi generali e i vincoli specifici per la pianificazione regionale e di bacino idrografico in materia di utilizzazione delle risorse idriche ai fini energetici e le modalita' per una articolata programmazione energetica di settore a livello regionale. Per l'effettivo esercizio della funzione conferita alle regioni si applicano criteri, termini e procedure stabiliti dagli articoli 7, 10 e 89, commi 4 e 5, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonche' dall'articolo 2, comma 12, lettere b) e d) della legge 14 novembre 1995, n. 481.

11. Con il decreto legislativo di cui al comma 10 sono stabilite le modalita' per la fissazione dei canoni demaniali di concessione.

12. I commi 1, 2, 3, 5 e 11 dell'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 18 marzo 1965, n. 342, sono abrogati.

Titolo III

DISPOSIZIONI PER L'ATTUAZIONE DELLA NUOVA DISCIPLINA
DEL MERCATO ELETTRICO

Art. 13.
Assetto societario dell'ENEL S.p.a.

1. L'ENEL S.p.a. assume le funzioni di indirizzo strategico e di coordinamento dell'assetto industriale e delle attivita' esercitate dalle societa' da essa controllate. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto l'assemblea dell'ENEL S.p.a. delibera le conseguenti modifiche statutarie.

2. L'ENEL S.p.a. costituisce societa' separate per lo svolgimento delle seguenti attivita':
a) la produzione di energia elettrica;
b) la distribuzione di energia elettrica e la vendita ai clienti vincolati;
c) la vendita ai clienti idonei;
d) l'esercizio dei diritti di proprieta' della rete di trasmissione comprensiva delle linee di trasporto e delle stazioni di trasformazione dell'energia elettrica e le connesse attivita' di manutenzione e sviluppo decise dal gestore ai sensi dell'articolo 3, comma 2;
e) lo smantellamento delle centrali elettronucleari dismesse, la chiusura del ciclo del combustibile e le attivita' connesse e conseguenti, anche in consorzio con altri enti pubblici o societa' che, se a presenza pubblica, possono anche acquisirne la titolarita'.

3. Alle costituende societa' sono conferiti entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto tutti i beni e rapporti giuridici relativi all'oggetto della loro attivita', ivi compresa una quota parte dei debiti afferenti al patrimonio conferito. Fino alla predetta data l'ENEL S.p.a. puo' transitoriamente continuare l'esercizio delle attivita' di cui al comma 2.

4. Le azioni della societa' di cui al comma 2, lettera e), sono assegnate al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica; la medesima societa' si attiene agli indirizzi formulati dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato.

5. L'atto di conferimento puo' stabilire che gli effetti del conferimento, anche ai fini delle imposte sul reddito, decorrano da una data non anteriore a quella in cui si chiude l'ultimo bilancio della societa' conferente.

Art. 14.
Clienti idonei

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto hanno diritto alla qualifica di clienti idonei:
a) i distributori, limitatamente all'energia elettrica destinata a clienti idonei connessi alla propria rete;
b) gli acquirenti grossisti, limitatamente all'energia consumata da clienti idonei con cui hanno stipulato contratti di vendita;
c) i soggetti cui e' conferita da altri Stati la capacita' giuridica di concludere contratti di acquisto o fornitura di energia elettrica scegliendo il venditore o il distributore, limitatamente all'energia consumata al di fuori del territorio nazionale;
d) l'azienda di cui all'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1977, n. 235.

2. Con la medesima decorrenza di cui al comma 1 hanno altresi' diritto alla qualifica di clienti idonei i soggetti di seguito specificati aventi consumi annuali di energia elettrica, comprensivi dell'eventuale energia autoprodotta, nella misura di seguito indicata:
a) ogni cliente finale il cui consumo, misurabile in un unico punto del territorio nazionale, sia risultato, nell'anno precedente, superiore a 30 GWh;
b) le imprese costituite in forma societaria, i gruppi di imprese, anche ai sensi dell'articolo 7 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, i consorzi e le societa' consortili il cui consumo sia risultato nell'anno precedente, anche come somma dei consumi dei singoli componenti la persona giuridica interessata, superiore a 30 GWh, i cui consumi, ciascuno della dimensione minima di 2 GWh su base annua, siano ubicati, salvo aree individuate con specifici atti di programmazione regionale, esclusivamente nello stesso comune o in comuni contigui.

3. A decorrere dal 1 gennaio 2000 hanno diritto alla qualifica di clienti idonei:
a) i soggetti di cui al comma 2, lettera a), aventi consumi non inferiori a 20 GWh;
b) i soggetti di cui al comma 2, lettera b), aventi consumi noninferiori a 20 GWh, con dimensione minima di 1 GWh.

4. A decorrere dal 1 gennaio 2002 hanno diritto alla qualifica di clienti idonei:
a) i soggetti di cui al comma 2, lettera a), aventi consumi non inferiori a 9 GWh;
b) i soggetti di cui al comma 2, lettera b), aventi consumi non inferiori a 9 GWh, con dimensione minima di 1 GWh;
c) ogni cliente finale il cui consumo sia risultato nell'anno precedente superiore a 1 GWh in ciascun punto di misura considerato e superiore a 40 GWh come somma dei suddetti punti di misura.

5. Nel caso in cui il mercato dei clienti idonei, comprensivo degli autoconsumi, risulti inferiore al 30 per cento il 19 febbraio 1999, al 35 per cento il 1 gennaio 2000, al 40 per cento il 1 gennaio 2002, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, con proprio decreto, individua, anche su proposta delle Regioni, nuovi limiti per l'attribuzione della qualifica di cliente idoneo, tenuto anche conto del processo di riequilibrio del sistema tariffario.

6. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, con proprio decreto, in presenza di aperture comparabili dei rispettivi mercati di altri Stati individua nuovi limiti per l'attribuzione della qualifica di cliente idoneo, al fine di una maggiore apertura del mercato.

7. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, con regolamento da emanare, entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, individua gli ulteriori soggetti cui attribuire, anche negli anni successivi al 2002, la qualifica di clienti idonei al fine di una progressiva maggiore apertura del mercato.

8. Sulla base delle disposizioni del presente articolo, i clienti idonei autocertificano all'Autorita' per l'energia elettrica e il gas la propria qualifica per l'anno 1999. La medesima Autorita' entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, stabilisce con proprio provvedimento le modalita' per riconoscere e verificare la qualifica di clienti idonei degli aventi diritto.

Art. 15.
Norme transitorie in materia di fonti rinnovabili

1. La decorrenza delle incentivazioni concernenti i provvedimenti di cui all'articolo 3, comma 7, della legge 14 novembre 1995, n. 481, e' improrogabilmente stabilita nelle convenzioni stipulate con l'ENEL S.p.a. prima della data di entrata in vigore del presente decreto. I soggetti che non rispettino la data di entrata in esercizio dell'impianto indicata nella convenzione, fatto salvo ogni onere ivi previsto, sono considerati rinunciatari. In caso di motivato ritardo rispetto alla data predetta il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, ferma rimanendo la decorrenza delle incentivazioni, puo' concedere una proroga non superiore a due anni a fronte di un coerente piano di realizzazione.

2. Al fine di definire un quadro temporale certo delle realizzazioni, e' fatto obbligo ai soggetti beneficiari delle suddette incentivazioni di presentare all'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le autorizzazioni necessarie alla costruzione degli impianti non ancora in esercizio. Il mancato adempimento a tale obbligo comporta la decadenza da ogni diritto alle incentivazioni medesime.

3. Su motivata richiesta dei soggetti di cui al comma 1, con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, previo parere favorevole degli enti locali competenti, la localizzazione degli impianti previsti nelle convenzioni di cui al medesimo comma puo' essere modificata a condizione che la funzionalita' della rete elettrica nella nuova area interessata non risulti pregiudicata. La richiesta non sospende alcuno dei termini di cui ai commi 1 e 2 e, nel caso di rinuncia a ogni incentivo pubblico, e' accolta, anche in assenza di motivazioni, e comunicata all'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, a condizione che siano stati espressi i pareri favorevoli dei predetti enti locali.

4. I soggetti di cui al comma 1 che, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, rinunciano espressamente alle facolta' e agli obblighi sottoscritti negli atti di convenzione non sono soggetti ad alcuna sanzione.

5. Fatte salve le disposizioni che disciplinano la localizzazione, la costruzione e l'esercizio di impianti di recupero di rifiuti, per gli stessi impianti la localizzazione prevista nelle convenzioni di cui al comma 1 puo' essere modificata previa comunicazione dei soggetti interessati al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, e previo parere favorevole degli enti locali competenti per territorio. Con le stesse modalita' i produttori che, per documentati motivi tecnici, non soddisfino i limiti di potenza dedicata stabiliti in tali convenzioni possono trasferire in altro sito le quote di potenza elettrica non producibili nel sito originario. La comunicazione non sospende alcuno dei termini di cui ai commi 1 e 2.

Art. 16.
Prerogative della regione autonoma della Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano

1. Sono fatte salve le prerogative statutarie della regione autonoma Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano, secondo quanto previsto ai commi 15 e 16 dell'articolo 2 della legge 14 novembre 1995, n. 481. Il necessario coordinamento tra le norme del presente decreto ed i vigenti ordinamenti statutari della regione Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano e' demandato ad apposite norme di attuazione dei relativi statuti da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, nonche' al decreto legislativo da emanare ai sensi dell'articolo 12, comma 10, del presente decreto.

2. Le norme di attuazione degli statuti di cui al comma 1 possono definire norme anche indipendentemente dalla disciplina di cui ai commi 3, 6 e 7 dell'articolo 12.

Art. 17.
Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

2. Riconoscimento cliente idoneo (deliberazione n.91/99)

Deliberazione 30 giugno 1999

Definizione delle modalità di riconoscimento e di verifica della qualifica di cliente idoneo e istituzione dell’elenco dei clienti idonei (deliberazione n. 91/99)

L’AUTORITA’PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
· Nella riunione del 30 giugno 1999,
· Premesso che:
- ai sensi dell'articolo 2, comma 6, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (di
seguito: decreto legislativo n. 79/99), emanato per l'attuazione della direttiva 96/92/CE
recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica, cliente idoneo è la
persona fisica o giuridica che ha la capacità, per effetto del decreto medesimo, di
stipulare contratti di fornitura con qualsiasi produttore, distributore o grossista, sia in
Italia che all'estero;
- l'articolo 14, comma 8, del decreto legislativo n. 79/99, prevede che i clienti idonei
autocertifichino all'Autorità per l'energia elettrica e il gas (di seguito: l'Autorità) la
propria qualifica per l'anno 1999 e che l’Autorità, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore del decreto medesimo, stabilisca con proprio provvedimento le
modalità per riconoscere e verificare la qualifica di clienti idonei degli aventi diritto;
- con delibera dell'Autorità 11 maggio 1999, n. 66/99 (di seguito: delibera n. 66/99), è
stato disposto l'avvio di procedimento per la formazione di provvedimenti di cui
all'articolo 6, commi 1 e 4, e all'articolo 14, commi 6, 7 e 8, del decreto legislativo n.
79/99, in tema di mercato elettrico, contrattazione bilaterale e clienti idonei;
· Vista la legge 4 gennaio 1968, n. 15, e sue successive modificazioni e integrazioni,
recante norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione e
autenticazione di firme, ed in particolare gli articoli 4 e 26;
· Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1977, n. 235, ed in particolare l’articolo 10;
pag. 2

· Vista la legge 14 novembre 1995, n. 481, recante norme per la concorrenza e la
regolazione dei servizi di pubblica utilità;
· Vista la direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 dicembre
1996, recante norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica;
· Vista la legge 31 dicembre 1996, n. 675, recante tutela delle persone e di altri soggetti
rispetto al trattamento dei dati personali e successive modificazioni e integrazioni;
· Vista la legge 15 maggio 1997, n. 127, recante misure urgenti per lo snellimento
dell’attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo;
· Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 403, recante
regolamento di attuazione degli articoli 1, 2 e 3 della legge 15 maggio 1997, n. 127, in
materia di semplificazione delle certificazioni amministrative;
· Visto il decreto legislativo n. 79/99, ed in particolare l'articolo 2, comma 6, l’articolo 4,
comma 3, e l’articolo 14, commi 1, 2, 3 e 8;
· Vista la deliberazione dell’Autorità 18 febbraio 1999, n. 13/99, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 49, dell’1 marzo 1999, recante disciplina delle
condizioni tecnico-economiche del servizio di vettoriamento e di alcuni servizi di rete;
· Vista la deliberazione dell’Autorità 26 maggio 1999, n. 78/99, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 144, del 22 giugno 1999, recante la definizione di clausole negoziali da inserire nei contratti bilaterali di fornitura a clienti idonei;
· Considerato che numerosi clienti idonei, ai sensi dell'articolo 14, comma 8, del decreto legislativo n. 79/99, hanno autocertificato all'Autorità la propria qualifica per l'anno 1999;
· Considerato l’esito del procedimento avviato con delibera dell’Autorità n. 66/99 ed in
particolare gli elementi acquisiti nel corso della consultazione dei soggetti interessati;
· Ritenuto che ai fini dell’esercizio delle funzioni di riconoscimento e di verifica della
qualifica di cliente idoneo attribuite all'Autorità dal decreto legislativo n.79/99 risulti
necessaria anche l'istituzione dell’elenco dei clienti idonei allo scopo di contribuire al
corretto funzionamento dell’intero sistema elettrico e alla trasparenza del mercato,
offrendo dati certi o comunque accertabili ai soggetti che intendono stipulare contratti
di acquisto, vendita e fornitura di energia elettrica sul mercato libero;
pag. 3

DELIBERA

Articolo 1
Modalità di riconoscimento della qualifica cliente idoneo
1. Per il riconoscimento della qualifica di cliente idoneo, i soggetti aventi diritto
autocertificano all'Autorità per l’energia elettrica e il gas, di seguito denominata
“l’Autorità”, il possesso dei requisiti di cui all'articolo 14, commi 1, 2 e 3, del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio da
rendersi secondo le modalità previste dall'articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e sue successive modificazioni e integrazioni. Tale dichiarazione deve contenere per esserevalida:
- l’indicazione del numero di codice fiscale o partita IVA del soggetto avente diritto alla
qualifica di cliente idoneo;
- la dichiarazione del possesso dei requisiti individuati dai commi 1, 2 e 3, dell'articolo
14 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, da redigersi, con riferimento alle
singole tipologie di soggetti, utilizzando i formulari allegati alla presente deliberazione,
che ne costituiscono parte integrante e sostanziale (Allegato A).
2. Le dichiarazioni sostitutive di cui al comma 1 possono essere sottoscritte anche in
presenza di un funzionario dell’Autorità.
3. Per le aziende di cui all’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1977, n. 235, ai fini dell’autocertificazione è sufficiente la dichiarazione di avvenuta costituzione.
4. Nel caso in cui l’autocertificazione sia sottoscritta dal legale rappresentante del soggetto avente diritto alla qualifica di cliente idoneo o da altro soggetto munito di procura speciale, questi devono contestualmente presentare una dichiarazione sostitutiva di certificazione attestante la loro titolarità dei poteri di rappresentanza.
5. L’Autorità, dopo aver accertato la rispondenza dell’autocertificazione ai requisiti previsti dal presente articolo, comunica al soggetto interessato, entro trenta giorni dal ricevimento dell’autocertificazione stessa, l’avvenuto riconoscimento della qualifica di cliente idoneo e il conseguente inserimento del soggetto nell’elenco di cui all’articolo 2 della presente deliberazione o, in caso contrario, i motivi del mancato riconoscimento. Il riconoscimento della qualifica è comunque effettivo se, entro trenta giorni dal ricevimento dell’autocertificazione, l’Autorità non effettui la comunicazione di cui al successivo comma.
6. In caso di autocertificazione irregolare o incompleta, l’Autorità comunica al soggetto
pag. 4
interessato gli adempimenti necessari per regolarizzare o completare l’autocertificazione medesima. In questo caso il termine di trenta giorni di cui al comma precedente decorre dal ricevimento dell’autocertificazione regolarizzata o completata.
7. La rinuncia alla qualifica di cliente idoneo si effettua mediante presentazione di apposita dichiarazione da rendersi secondo le modalità di cui al comma 1 del presente articolo.

Articolo 2
Elenco dei clienti idonei
1. E' istituito presso l'Autorità, l'elenco dei clienti idonei, di seguito denominato “elenco”.
2. Nell'elenco sono inseriti i nominativi di tutti i soggetti cui è stata riconosciuta la qualifica di cliente idoneo ai sensi dell’articolo 14 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, con le modalità di cui all’articolo 1 della presente deliberazione. Con riferimento ai singoli nominativi, nell’elenco sono altresì indicati i punti rispetto ai quali è riconosciuta la qualifica di cliente idoneo.
3. L’elenco è formato e tenuto nel rispetto di quanto previsto dalla legge 31 dicembre 1996, n. 675 e successive modificazioni e integrazioni.
4. L'elenco è pubblicato nel Bollettino dell'Autorità ed è consultabile sul sito internet
dell'Autorità medesima.

Articolo 3
Modalità di verifica della qualifica di cliente idoneo
1. L'Autorità verifica le dichiarazioni sostitutive di cui all’articolo 1 dei soggetti inseriti
nell’elenco, procedendo mediante richieste di informazioni e documenti, controlli tecnici e ispezioni.
2. Qualora in esito alle verifiche di cui al comma precedente il soggetto inserito nell’elenco risulti in difetto anche di uno solo dei requisiti richiesti dall’articolo 14, commi 1, 2 e 3 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, lo stesso decade dalla qualifica di cliente idoneo e viene cancellato dall’elenco medesimo. La perdita della qualifica di cliente idoneo è comunicata al soggetto interessato.
3. Qualora l’Autorità riscontri che sono state rese dichiarazioni mendaci o esibiti atti falsi o contenenti dati non rispondenti a verità, essa provvede ad informare la competente Procura della Repubblica per il promovimento delle relative azioni penali.
pag. 5

Articolo 4
Obblighi di comunicazione
1. I soggetti cui sia stata riconosciuta la qualifica di cliente idoneo sono tenuti a comunicare all'Autorità, entro trenta giorni dal suo verificarsi, ogni variazione circa fatti, stati e qualità dichiarati nell’autocertificazione di cui all’articolo 1, comma 1, della presente deliberazione che sia intervenuta successivamente al riconoscimento della qualifica di cliente idoneo e sia tale da comportare la perdita o la modifica anche di uno solo dei requisiti richiesti per il riconoscimento della qualifica medesima, ovvero sia tale da modificare i dati identificativi del soggetto rilevanti ai fini del suo inserimento nell’elenco.
2. I soggetti di cui all’articolo 14, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79, cui sia stata riconosciuta la qualifica di cliente idoneo, sono tenuti, pena la
decadenza dalla qualifica medesima e la conseguente cancellazione dall’elenco, a
comunicare all’Autorità, entro il 31 gennaio di ogni anno e con riferimento all’anno solare precedente, i nominativi e i numeri di codice fiscale o partita IVA dei clienti idonei connessi alla propria rete che non abbiano fatto richiesta di essere compresi nel mercato vincolato ai sensi dell’articolo 4, comma 3, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, con cui hanno sottoscritto contratti di fornitura di energia elettrica; la quantità di energia elettrica che hanno fornito a tali clienti suddivisa per contratto di fornitura, nonché la quantità di energia elettrica acquisita in qualità di cliente idoneo.
3. I soggetti di cui all’articolo 14, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79, cui sia stata riconosciuta la qualifica di cliente idoneo, sono tenuti, pena la
decadenza dalla qualifica medesima e la conseguente cancellazione dall’elenco, a
comunicare all’Autorità, entro il 31 gennaio di ogni anno e con riferimento all’anno solare precedente, i nominativi e numeri di codice fiscale o partita IVA dei clienti idonei con cui hanno stipulato contratti di vendita; la quantità di energia elettrica che hanno venduto a detti clienti idonei, nonché la quantità di energia elettrica acquisita in qualità di cliente idoneo.
4. I soggetti di cui all’articolo 14, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79, cui sia stata riconosciuta la qualifica di cliente idoneo, sono tenuti, pena la
decadenza dalla qualifica medesima e la conseguente cancellazione dall’elenco, a
comunicare all’Autorità, entro il 31 gennaio di ogni anno e con riferimento all’anno solareprecedente, le quantità di energia elettrica che hanno consumato al di fuori del territorio nazionale, suddivise sulla base dei contratti sottoscritti ai sensi della delibera dell’Autorità 18 febbraio 1999, n. 13/99, nonché la quantità di energia elettrica acquisita in qualità di cliente idoneo.
5. I soggetti di cui all’articolo 14, commi 2 e 3, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 sono tenuti, pena la decadenza della qualifica di cliente idoneo e la conseguente
pag. 6
cancellazione dall’elenco, a far pervenire all’Autorità, all’atto dell’autocertificazione e
successivamente, entro il 31 marzo di ogni anno, copia certificata conforme all’originale
della dichiarazione dell’Ufficio tecnico di Finanza riguardante l’eventuale energia
autoprodotta, nonché copia certificata conforme all’originale di una dichiarazione rilasciata dai gestori delle reti da cui risulti, per ciascun punto di connessione, il quantitativo di energia elettrica prelevata dalla rete o immessa nella rete da detto cliente nell’anno solare precedente. I gestori delle reti rilasciano tale dichiarazione entro sette giorni dal ricevimento della richiesta.

Articolo 5
Norme transitorie e finali
1. Le autocertificazioni presentate all’Autorità prima dell’entrata in vigore della presente
deliberazione si considerano valide ai fini dell’inserimento nell’elenco decorrendo il
riconoscimento della qualifica di cliente idoneo dalla data di ricevimento
dell’autocertificazione ovvero, nel caso di soggetti con consumi superiori a 100 GWh, dal 19 febbraio 1999. Nel caso in cui le autocertificazioni presentate all’Autorità prima
dell’entrata in vigore della presente deliberazione siano difformi da quanto previsto
dall’articolo 1 della deliberazione medesima, il soggetto inserito in via provvisoria
nell’elenco, entro trenta giorni dalla entrata in vigore della stessa, ne cura la
regolarizzazione, pena la decadenza dalla qualifica di cliente idoneo e la cancellazione
dall’elenco.
2. La presente deliberazione è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ed entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.
pag. 7
ALLEGATO A. FORMULARI PER L’AUTOCERTIFICAZIONE DELLA
QUALIFICA DI CLIENTE IDONEO

3. Delibera del 20.0tt. 99 ...recesso unilaterale dal contratto in essere...

Autorità per l'energia elettrica e il gas

Comunicato stampa


CLIENTI IDONEI: UN MESE DI PREAVVISO PER CAMBIARE FORNITORE DI ELETTRICITA'

Milano, 3 novembre 1999

L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha adottato una direttiva che permette ai grandi consumatori di elettricità (clienti idonei), con preavviso di un mese, di recedere dal contratto in essere e cambiare l'attuale fornitore, Enel o imprese municipalizzate. La direttiva, già disponibile su internet (www.autorita.energia.it), entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, prevista nei prossimi giorni.

Fino ad ora la facoltà di recesso unilaterale non era prevista e ciò limitava notevolmente la possibilità, per i consumatori che hanno diritto ad approvvigionarsi sul libero mercato, di cogliere tempestivamente le offerte di fornitori alternativi. Inoltre, nel caso in cui l'avvio della nuova fornitura non fosse contemporanea rispetto al termine di scadenza del precedente contratto, il cliente era obbligato a sottoscrivere un nuovo impegno contrattuale, con l'effetto di dilazionare molto in là nel tempo l'entrata sul mercato libero.

Il provvedimento riguarda i contratti con scadenza annuale, che costituiscono più del 99% del totale delle tipologie contrattuali industriali, e si applica alle imprese che, come previsto dal decreto che avvia la liberalizzazione del mercato nazionale dell'elettricità, hanno attualmente consumi annuali superiori a 30 milioni di kWh (20 milioni nel 2000) o 2 milioni (1 milione nel 2000) se fanno parte di consorzi di acquisto.

La clientela potenzialmente interessata all'offerta da parte di fornitori alternativi a quelli già presenti sul mercato, titolari di regimi di esclusiva, acquista ora il diritto al riesame della durata del proprio contratto anche se rinnovato di recente.

 

4. Confronto internazionale dei prezzi del gas naturale

CONFRONTO INTERNAZIONALE DEI PREZZI DEL GAS NATURALE

1. Introduzione

Nel confronto proposto nella tabella (tabella C.1) e nei grafici (figure C.1 e C.2) che seguono,
effettuato fra i prezzi medi delle forniture civili ed industriali, è stata utilizzata la fonte Eurostat
aggiornata all’1 luglio 1999.
I prezzi medi italiani, al netto delle imposte, sono confrontati con quelli degli altri paesi per i quali
sono disponibili dati confrontabili; la media dell’area europea è ottenuta attraverso una
ponderazione basata sui consumi nazionali in volume. I confronti sono effettuati in lire/mc,
convertendo i prezzi denominati nelle valute nazionali con le rispettive parità fisse contro l’Euro o
con il cambio corrente per i paesi non appartenenti a Eurolandia.

2. Confronto tra Italia e media europea

Per le utenze domestiche, il prezzo medio al netto delle imposte in Italia risulta tra i più elevati,
superiore alla media di circa 39 L/mc pari al 6,7%. Al lordo delle imposte il divario risulta di 320
L/mc pari al 43%, a causa dell’incidenza fiscale che in Italia è circa il doppio di quella media
europea.
Per le utenze industriali il divario risulta di 20 L/mc pari al 6,8% nel caso di prezzi al netto delle
imposte. Il confronto al lordo delle imposte non è calcolabile dati i diversi regimi di deducibilità
fiscale delle molteplici imposte applicate nei vari paesi.

3. Confronto con il Regno Unito

Il confronto dei prezzi, sempre al netto delle imposte, tra l’Italia ed il Regno Unito, paese in cui il
mercato del gas naturale è liberalizzato, evidenzia un divario maggiore rispetto a quello risultato dal
confronto con la media degli altri paesi, in particolare:

a) per l’utenza domestica (1 luglio 1999): 67 L/mc, pari al 10,8%

b) per l’utenza industriale (1 gennaio 1999, ultimo dato disponibile): 72 L/mc, pari al 21%.

Se si considera che il Regno Unito non appartiene alla zona dell'Euro e che il tasso di cambio della
sterlina è eccezionalmente elevato nel periodo considerato, la differenza può essere considerata
sottovalutata. Essa risulta maggiore se si fa riferimento a un valore della sterlina meno elevato,
quale potrebbe essere ritenuto un valore di equilibrio di medio periodo. Analogamente il divario
risulta maggiore se si pratica un confronto a parità di potere d’acquisto.

4. Le ragioni delle differenze

In prima approssimazione, è possibile formulare stime quantitative dei fattori che concorrono a
spiegare le differenze di prezzo sopra esposte.
La differenza di prezzo tra paesi continentali (Italia compresa) e Regno Unito deve essere posta in
relazione, in primo luogo, con il regime di monopolio su base nazionale o regionale che attualmente
caratterizza il settore del gas naturale in tutti i paesi dell’Europa continentale, con pochissime
eccezioni. L’assenza di pressione competitiva consente prezzi più alti e margini aziendali più
elevati, a parità di efficienza.
Solo in parte minore questa differenza può essere attribuita a fattori strutturali, quale il minor costo
di trasporto in un paese che dispone di gas nazionale anziché doverlo importare da lunga distanza
(per una stima, vedi sotto).
La differenza di prezzo tra l’Italia e la media europea è in parte attribuibile a fattori strutturali,
quali:

a) il costo di trasporto internazionale, che per le principali importazioni via gasdotto (tedesche,
    francesi, spagnole, italiane) è compreso tra 15 e 25 L/mc, e non è mediamente superiore per
    l’Italia rispetto a Francia, Spagna e Germania; per questi paesi si può quindi stimare, rispetto ai
    paesi autosufficienti come Regno Unito e Paesi Bassi, un maggior costo del gas alla frontiera in
    media intorno a 20 L/mc. Nella valutazione della media ponderata dei costi, considerata
    l’incidenza dei consumi dei paesi autosufficienti, pari a circa il 35% dell’Unione europea, il
    maggior costo dell’Italia è stimabile in 7 L/mc.

I costi strutturali di trasporto nazionale (ad alta pressione) non sono invece strutturalmente più
elevati in Italia rispetto alla media europea; infatti le densità di consumo rapportate alle lunghezze
delle reti in Italia sono sostanzialmente identiche alla media europea: in particolare sono superiori a
Francia e Germania, inferiori a Olanda e Regno Unito, praticamente uguali al Belgio. Questo fattore
non contribuisce pertanto a spiegare la differenza riscontrata nei prezzi.

b) i costi di stoccaggio, che per l’Italia ammontano a 14 L/mc (dato di bilancio SNAM 1998). Le
   necessità oggettive di questo servizio sono valutabili in relazione all’incidenza delle
   importazioni, alla struttura dei consumi ed alla variabilità climatica, e sembrano indicare
   fabbisogni leggermente superiori in Italia rispetto a Francia e Germania, e più consistentemente
   superiori rispetto a Regno Unito e Olanda (ad esempio, il costo nel Regno Unito ammonta a 5,5
   L/mc). In media, il differenziale nei costi di stoccaggio italiani rispetto alla media europea è
   stimabile in 5 L/mc, da attribuirsi in massima parte all’utenza domestica.
c) i costi di distribuzione (a media e bassa pressione), che in Italia sono invece strutturalmente più
   elevati che nella media dei principali paesi europei (la differenza è stimabile in circa. 15 L/mc, il
   2,5% del prezzo medio domestico ante imposte); ciò può spiegare parte della differenza nei
   prezzi all’utenza domestica.
d) i costi orari di lavoro, che agiscono in senso inverso poiché sono inferiori in Italia (ultimi dati
   disponibili: Eurostat 1996) di circa il 10%; questo fattore giustificherebbe prezzi inferiori in
   Italia di ca. 2 L/mc per l’industria, e di ca. 6 L/mc per l’utenza domestica.
  
La citata differenza di 39 L/mc nel prezzo del gas per gli usi domestici appare quindi spiegabile con
fattori strutturali per circa 21 L/mc. Residuano 18 L/mc. di maggiori prezzi e, a parità di efficienza
aziendale, maggiori margini.

Per gli usi industriali la differenza di 20 L/mc. Appare riconducibile a fattori strutturali per 10 L/mc.
Residuano da spiegare altre 10 L/mc. Converge allo stesso risultato una analisi condotta dal
Financial Times su dati del 1996, secondo la quale i maggiori utili del trasporto del gas in Italia
rispetto alla media delle principali imprese europee confrontabili risultavano pari a 14 L/mc.

I maggiori prezzi ed utili del settore in Italia rispetto ad altri paesi dell’Europa continentale, nella
misura in cui non appaiono riconducibili a fattori strutturali, potrebbero dipendere dalla forma di
mercato. In nessuno dei paesi dell’Europa continentale vi è concorrenza entro il settore del gas:
quindi la pressione competitiva può concorrere alla spiegazione solo in piccola parte. Vi sono
tuttavia altri due fattori che possono concorrere alla spiegazione delle differenze: la regolazione e la
concorrenza "inter-fuel". Nella maggior parte dei paesi europei diversi dall’Italia i prezzi del gas
sono regolamentati in tutte le fasi produttive, almeno per l’utenza domestica: rispetto agli utili
(Belgio, Olanda) o con il metodo del price-cap (Francia). Inoltre in tali paesi (compresa la
Germania) il gas naturale non gode in generale di vantaggi fiscali rispetto ad altri combustibili in
misura paragonabile all’Italia, ed è pertanto sottoposto a maggiore concorrenza da parte dei
combustibili alternativi con i quali la sostituibilità è agevole.

I differenziali di prezzo emersi dal confronto internazionale qui riassunto e riportato nella tabella
C.1 allegata tengono conto solo parzialmente del forte incremento dei prezzi del petrolio verificatosi
nel corso del 1999 e nei primi mesi del 2000, cui è correlato, con incidenza diversa nei vari paesi, il
prezzo del gas naturale. In una fase di rapida variazione dei prezzi, come quella attuale, i confronti
possono essere influenzati dai diversi sistemi di indicizzazione utilizzati nei vari paesi. Confronti
analoghi per gli anni 1997 e 1998 comportano comunque differenziali di prezzo simili.

 

Tabella C.1 - Prezzo medio per gli usi domestici e industriali al netto delle imposte -1°luglio 1999
(
valori in lire/metro cubo a cambi correnti)

                                                                                Usi domestici                     Usi industriali

Austria 578,4 357,9
Belgio 552,5 254,2
Danimarca n.d. 284,6
Finlandia n.d. 224,5
Francia 635,0 291,8
Germania 610,6 293,1
Irlanda 710,4 314,6
Italia 622,5 307,5
Olanda 490,3 249,9
Portogallo 1115,3 616,9
Regno Unito* 555,0 (*)271,1
Spagna 634,2 264,6
Svezia 552,9 n.d.
Media ponderata (a) 583,4 288,0
Media ponderata (b) (Italia esclusa) 576,5 281,9
Scostamento Italia da media ponderata (a) 6,7 6,8
Scostamento Italia da media ponderata (b) 8,0

9,1

Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat;
*) per il Regno Unito l'ultimo dato disponibile è riferito all'1 gennaio 1999

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5. Confronto internazionale dei prezzi dell'energia elettrica

TABELLA 2 - Prezzi medi dell'energia elettrica per le utenze industriali nei paesi europei

Anno 1998; valori in lire/kWh a cambi correnti

al lordo delle imposte al netto delle imposte incidenza fiscale
  lire/kWh var. % 98/97 lire/kWh var. % 98/97 % var. % 98/97
Austria 123.0 -11.0 123.0 -11.0 0.0 0.0
Danimarca 118.5 7.1 98.0 5.3 20.9 31.8
Finlandia 87.2 -7.7 79.8 -10.7 9.2 71.8
Francia 81.0 -0.8 81.0 -0.8 0.0 0.0
Germania 116.9 -0.9 116.9 -0.9 0.0 0.0
Grecia 86.7 -4.6 86.7 -4.6 0.0 0.0
Irlanda 103.3 0.1 103.3 0.1 0.0 0.0
Italia 164.6 2.7 155.7(1) 6.5 5.7 -34.6
Olanda 108.4 3.5 108.3 3.4 0.1 0.0
Portogallo 162.0 -2.4 162.0 -2.4 0.0 0.0
Regno Unito 112.8 1.1 112.8 1.1 0.0 0.0
Spagna 109.2 -0.3 109.2 -0.3 0.0 0.0
Svizzera 175.7 -0.2 175.7 -0.2 0.0 0.0
Media ponderata europea(2) 116.2 116.4(3) 114.4 113.9(3) 1.5 1.7(3)
Scostamento Italia da media europea
(in %)
41.6 10.3 36.1 27.5 281.7 48.1

Note:
(1) Prezzi inclusivi di una quota degli "oneri di sistema" (componenti tariffarie A1, A2 e A3) vigenti al 31 dicembre 1998 (deliberazione n. 132/98).
(2) Media ponderata sul volume dei consumi nazionali nel 1997. I prezzi di Belgio, Lussemburgo e Svezia non sono disponibili per il 1998.
(3) Livello anno 1997.

Fonte: Elaborazioni su dati Agenzia internazionale per l'energia, 2000.


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